Quegli islamici che non ti aspetti (a causa dei pregiudizi)

Se chiedessi in giro "cosa pensi dei musulmani?" potrei ottenere varie sfumature di risposte, fatte però di pochi colori. Colori anche contrastanti ma soprattutto colori (o)scuri e opachi. Si sa cosa pensa l'italiano medio, di questi tempi, degli islamici. Lo stereotipo dell'Isis o dello straniero invasore "che toglie lavoro ai nostri figli" ormai è parte del racconto 'nazional-popolare'.

Poi però, basta voler togliere il prosciutto dagli occhi (anche per rispetto loro che non mangiano maiale) e si scoprono altre sfumature, altri colori. Come quello che mi sono trovato davanti un sabato di giugno nel quartiere Centocelle di Roma. Un gruppo di persone dedite a pulire e a togliere erbacce e rifiuti dall'Acquedotto Alessandrino, un'opera che resiste dai tempi dell'antica Roma, da quando fu costruito dall'imperatore Alessandro Severo. L'Associazione Culturale Islamica Italiana, presente nel quartiere con tre moschee tra cui quella a due passi dall'acquedotto, ha preso a cuore il territorio in cui vive, molto più di molti abitanti italiani da generazioni. Con il circolo Città Futura di Legambiente hanno collaborato e continueranno con altre iniziative nel segno dell'ambiente e del decoro.

"I cittadini che passano, anche quelli anziani di vecchia memoria, ci dicono 'non ci ricordavamo più che sotto ci fosse l'acquedotto' - affermano il presidente del circolo Città Futura Amedeo Trolese e l'attivista Luciano Ventura -. Abbiamo liberato 50 metri dei 22km di acquedotto, ci piacerebbe fosse da stimolo per i cittadini a non sporcare e a rimboccarsi le maniche per aiutarci a ripulire. Ma anche per le istituzioni, per ricordarsi che in questo territorio c'è un patrimonio che rappresenterebbe la fortuna di qualsiasi città del mondo".

Questo tratto rientra nella via Francigena, sempre più nota soprattutto per i fedeli che la attraversano. E saranno sempre di più con l'avvio del Giubileo straordinario voluto da Papa Francesco. E, curiosità, proprio in questi giorni si sta parlando della sua enciclica sull'ambiente.

foto di Giorgio della Rocca

Anche gli islamici si interessano al tema come fa Jorge Mario Bergoglio e come gli ambientalisti fanno da tempo. Molti romani invece si disinteressano. Se decenni fa i poveri ci costruivano le baracche per viverci ora gente meno povera ci parcheggia sotto gli archi. La scusa dei pochi parcheggi disponibili è sempre pronta.

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"Ci troviamo bene qui, ci sentiamo inseriti, stiamo svolgendo un ruolo utile per la comunità e la società, perché ci interessa vivere in un ambiente pulito e tenuto bene - risponde alla nostra domanda Mohamed Ben Mohamed, presidente dell'Associazione culturale islamica/moschea di Centocelle -. Con i nostri amici di Legambiente magari progettiamo altre iniziative più avanti, così ci sentiamo anche con le altre realtà del quartiere e della città". Poi il pensiero va subito a certe identificazione fatte negli ultimi tempi: "Vogliamo dare un messaggio positivo anche per sconfiggere alcuni pregiudizi e alcune visioni che non sono realistiche e vere sulla nostra presenza, sulla nostra comunità e sull'islam in generale".

Roma, Acquedotto Alessandrino. Foto: Emanuele Rigitano
Roma, Acquedotto Alessandrino. Foto: Emanuele Rigitano

Ci sono anche alcuni giovani e alcune ragazze, tra cui Sumaya, responsabile romana dell'Associazione Giovani Musulmani d'Italia: "Molti dei passanti si sono fermati per ringraziarci. Da musulmani dimostriamo l'importanza per l'ambiente che ci circonda e che ha la città in cui viviamo. Bisogna valorizzare la cultura perché Roma è una città con grandissimi reperti archeologici e grandissima cultura. Quindi è giusto che oltre al Colosseo, ai fori romani, alle piazze più conosciute si valorizzi anche questo".

E come darle torto.

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